Illusione · Percezione
La stanza di Ames
Che cosa stai guardando
Una stanza qualunque vista da uno spioncino: pavimento a scacchi, parete di fondo con due finestre, due persone in piedi nei due angoli. Una è alta circa il doppio dell’altra.
Premi Scambia di posto. Attraversano la stanza e, mentre camminano, una rimpicciolisce e l’altra cresce. Nella realtà nessuno cambia statura. Dev’esserci qualcos’altro che non torna.
Esci dallo spioncino
Trascina la vista, oppure premi Guarda dall’alto. La stanza non è una scatola. La parete di fondo scappa via in diagonale: l’angolo sinistro è lontano dallo spioncino il doppio di quello destro. Il pavimento è inclinato, il soffitto è inclinato al contrario e le due finestre “uguali” hanno dimensioni diverse.
Le due persone sono alte esattamente uguali. Una è semplicemente due volte più lontana.
Perché inganna
Ogni superficie della stanza è stata allungata lungo le linee di vista che partono dallo spioncino. Da quel punto preciso, l’angolo lontano a sinistra cade esattamente dietro il punto in cui starebbe l’angolo di una stanza normale. L’immagine che arriva all’occhio è quella di una stanza rettangolare, fino all’ultima piastrella.
Lo spioncino ti lascia un occhio solo e non ti permette di muovere la testa: i due indizi migliori sulla profondità spariscono. Il cervello deve tirare a indovinare, e sceglie l’ipotesi che ha funzionato in tutte le stanze in cui sei stato: le pareti sono in squadra. Se le pareti sono in squadra, le due persone sono alla stessa distanza. E se sono alla stessa distanza, quella che nell’immagine occupa metà spazio dev’essere grande la metà.
La cosa notevole è ciò a cui il cervello decide di rinunciare: preferisce credere che una persona si restringa piuttosto che una stanza sia storta.
Da dove viene
La costruì per primo l’oculista americano Adelbert Ames Jr. nel 1946, partendo da un’idea di Hermann von Helmholtz. Lo stesso trucco, la prospettiva forzata, rende piccoli gli hobbit accanto a Gandalf nel Signore degli Anelli: gli attori sono seduti lontani tra loro e la scenografia è costruita in modo che non si capisca.